Il time out di coach Cavina n° 11 - 2009/2010  

Friday, February 19, 2010 6:58:45 PM

E’ stata la prima medaglia olimpionica (il bronzo di Pittin nella combinata nordica) ad accendere i riflettori sulla regione Friulana, una vera fucina di talenti in ogni disciplina sportiva, individuale o di squadra, nonostante abbia un centinaio di migliaia di abitanti in meno della sola Milano. In verità già poco prima del bronzo conquistato dal ventenne carnico, abbiamo avuto il piacere di vedere Giorgio Di Centa, friulano doc pure lui, quale portabandiera della nazionale azzurra mentre entrava nello stadio olimpico di Vancouver. Se allarghiamo l’orizzonte partendo dagli sport di squadra, seppur con gli alti e bassi ordinari e ciclici, è evidente quanto sia presente lo sport nel DNA friulano. Non solo perché nelle massime serie di calcio, basket, rugby, hockey e tante altre discipline maschili e femminili, è sempre presente una compagine che porta in alto il vessillo dell’Aquila, ma anche perché sono tantissimi gli atleti ed i tecnici “emigrati” lungo tutto lo stivale. Altrettanto alta è la densità dei friulani nelle nazionali degli sport individuali, e le recenti Olimpiadi invernali ne sono l’esempio. Devo ammettere che le parole usate dall’assessore De Anna in occasione del battesimo ufficiale nel ritiro di Tarvisio, suonavano allora come le solite frasi di circostanza e di benvenuto , ma ben presto mi sono accorto che in pochi concetti ci aveva espresso il grande senso di appartenenza ad una terra e dello spirito con cui qui si vive lo sport. Ed ora siamo contenti di farne parte. Mandi Orangens!

Demis Cavina

Udine

Snaidero Cucine

Snaidero Cucine

Amga

Arfin